Come favorire l'attuazione del GPP
Le linee guida per la formulazione di appalti ecompatibili si trovano nel manuale della Commissione Europea “Acquistare Verde!” , dove si chiarisce che il GPP presuppone l’adozione di una politica ambientale degli approvvigionamenti da parte dell’ente, che si concretizza nelle seguenti attività:
- valutazione della reale necessità dell’acquisto;
- comunicazione della politica degli Acquisti Verdi al maggior numero di fornitori;
- individuazione e inserimento dei criteri ambientali, tra cui le certificazioni e i marchi ambientali, nelle procedure di approvvigionamento e aggiudicazione;
- formazione del personale interno addetto agli acquisti;
- adozione di comportamenti sostenibili all’interno dell’ente;
- comunicazione ai cittadini delle procedure adottate;
- utilizzo della rete come mezzo per ottenere e divulgare informazioni sui prodotti, riferendosi anche alle migliori pratiche di altri enti.
Una volta soddisfatte queste condizioni fondamentali, è previsto un audit interno periodico per monitorare l’efficacia del GPP e per verificarne il miglioramento continuo. (Direttiva Europea 2004/18/CE).
Come introdurre il GPP in Italia nelle procedure di acquisto
Nell'aprile 2006 in attuazione delle direttive europee (2004/17/CE, 2004/18/CE) è stato pubblicato il Codice dei contratti pubblici a lavori servizi e forniture (D.lgs 12/05/2006 n. 163). Il Codice Appalti, pur non rendendo obbligatoria la pratica degli acquisti verdi, lascia la possibilità a tutte le amministrazioni ed agli Enti Locali di effettuare scelte ambientalmente e socialmente preferibili.
Per le Pubbliche Amministrazioni diventa quindi possibile fare acquisti verdi intervenendo nelle 5 fasi previste dalla normativa sugli appalti:
- nella definizione dell'oggetto dell'appalto, cioè quantità e qualità (es. pasti biologici per mense scolastiche);
- nella definizione di specifiche tecniche verificabili in modo oggettivo (es. materie prime rinnovabili);
- in fase di esclusione dell'offerente nei casi in cui la normativa nazionale qualifichi l'inosservanza di norme ambientali come reato;
- nella valutazione della capacità tecnica del concorrente e nell'esecuzione dell'appalto. (es. descrizione dei lavori eseguiti negli ultimi anni, trasporto con mezzi ecologici);
- nella scelta del criterio di aggiudicazione di un'offerta economicamente più vantaggiosa che non significa solo a prezzo più basso, ma che comprenda anche criteri ambientali pertinenti all'oggetto che procurino un vantaggio all'amministrazione.
Alcuni dati sull'applicazione del GPP in Italia
La base conoscitiva nazionale sulla diffusione delle pratiche di GPP ad oggi si basa sulle seguenti fonti:
Studio TAKE 5 (2005) commissionato dalla Commissione Europea e preso a riferimento dalla stessa commissione per la fissazione dei target Europei:
il 35% dei bandi italiani pubblicati contiene più di 1 criterio ambientale mentre meno del 10% contiene più di 3 criteri ambientali.
Indagine del Ministero dell'Ambiente (2004):
Il 34% delle province e il 18% dei comuni hanno introdotto criteri ambientali nei processi di acquisto.
ultima modifica 18/04/2011 14:26
