Vantaggi e rischi
Quali vantaggi?
Gli utilizzi di queste nuove tecnologie hanno coinvolto inizialmente il settore medico e farmacologico per poi passare all’agroalimentare e ambientale.
In campo agricolo l’impiego degli OGM mira all’ottenimento di piante che esprimano “caratteristiche nuove” quali:
- resistenza ai patogeni ed ai parassiti (virus, batteri, insetti) per diminuire l’uso di pesticidi e combattere malattie difficili da controllare con i mezzi chimici;
- resistenza a stress ambientali (tolleranza alla siccità, al freddo, alla salinità) per proteggere i raccolti e per estendere la coltivazione a quelle terre, cosiddette “marginali”, attualmente non utilizzabili;
- tolleranza agli erbicidi per consentire l’uso di quelli non selettivi;
- aumento della produttività, modificando per esempio la naturale regolazione della crescita.
In campo alimentare le biotecnologie cercano di raggiungere i seguenti traguardi:
- miglioramento delle caratteristiche nutrizionali dei cibi (per esempio elevare il contenuto di aminoacidi essenziali, modificare il contenuto lipidico ecc.);
- aumento della conservabilità dei prodotti, ottenuta rallentando il processo di maturazione;
- miglioramento delle caratteristiche organolettiche (per evitare, ad esempio, l’imbrunimento dei chicchi di uva passa).
In campo ambientale le applicazioni disponibili riguardano l’utilizzo di organismi viventi (soprattutto microrganismi modificati) per disinquinare il suolo e le acque inquinate da composti tossici (biorisanamento).
Quali i rischi?
La diffusione di OGM nell’ambiente e tra i prodotti destinati all’alimentazione animale e umana suscita alcuni interrogativi sui possibili rischi che ne possono derivare. Gli effetti dell’introduzione negli ecosistemi di geni non selezionati naturalmente sono difficilmente prevedibili ed i rischi ambientali più riconosciuti sono:
- la trasmissione del gene nuovo dalla pianta modificata a piante della stessa specie o affini attraverso la diffusione del polline;
- il trasferimento del gene nuovo ai microrganismi del suolo;
- la perdita della biodiversità favorita dalla diffusione ed utilizzo di pochi semi transgenici uguali in tutto il mondo con conseguente scomparsa di specie attualmente esistenti;
- l’aumento dell’utilizzo di pesticidi legato alle nuove caratteristiche di tolleranza indotta geneticamente nelle piante;
- la selezione di insetti resistenti al carattere inserito nella pianta ingegnerizzata.
Per ottenere l’autorizzazione alla produzione di alimenti che derivano dalla trasformazione di OGM vegetali, si devono escludere eventi di tossicità acuta negli animali da laboratorio attraverso fasi successive di sperimentazione. Sebbene siano ancora scarse le conoscenze dei possibili effetti cronici sull’uomo, sono state ipotizzate alcune tipologie di rischi sanitari:
- aumento delle allergie per la presenza della proteina prodotta dal gene esogeno in una pianta in cui normalmente è assente;
- acquisizione del carattere di resistenza agli antibiotici da parte dei batteri della flora intestinale. Questo evento si potrebbe verificare quando negli organismi da cui deriva l’alimento è stato inserito tale gene come “marcatore”. Per limitare il rischio la nuova Direttiva CE (2001/18), che regolamenta l’impiego degli OGM, vieta, a partire dal 2004, l’utilizzo di questi geni negli OGM immessi in commercio;
- presenza di elevati livelli di pesticidi in piante nelle quali è stata introdotta la caratteristica di tolleranza.
Allo stato attuale delle conoscenze, le ricerche sulla sicurezza delle piante GM non hanno evidenziato rischi per la salute pubblica e per l’ambiente superiori a quelli che si verificano nel miglioramento genetico tradizionale.
ultima modifica 16/02/2011 12:30
